Terminologia della fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale (FA) nella pratica clinica è più comunemente classificata in base agli episodi e alla valvulopatia come segue:
- FA di nuova diagnosi (data della prima FA documentata all’ECG)
- FA parossistica
- FA persistente
- FA permanente
- FA valvolare (protesi valvolare meccanica o stenosi mitralica – moderata o severa)
Nella pratica clinica e nelle pubblicazioni vengono utilizzati anche ulteriori termini correlati alla FA. La tabella seguente riassume la terminologia comunemente utilizzata in relazione alla FA.
| Terminologia della fibrillazione atriale in base al contesto clinico |
| FA clinica |
- FA documentata all’ECG, indipendentemente dalla presenza o assenza di sintomi.
- In altre parole, la FA è registrata all’ECG.
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| FA asintomatica |
- Il paziente presenta FA clinica documentata all’ECG ma non riferisce sintomi suggestivi di FA.
- In altre parole, la FA è documentata all’ECG, ma il paziente non la percepisce soggettivamente.
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| FA silente |
- “Silente” si riferisce a FA “silente”.
- Il paziente presenta FA ma non ne è consapevole perché è asintomatica e non è mai stata documentata all’ECG.
- È pericolosa perché il paziente non riceve trattamento per la FA ed è a rischio di ictus.
- La FA silente si verifica in circa il 10 % dei pazienti.
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| FA oligosintomatica |
- “Oligo” in medicina significa “pochi o rari sintomi”.
- Il paziente presenta sintomi lievi o aspecifici (affaticamento, debolezza, ridotta tolleranza allo sforzo).
- La FA può essere documentata all’ECG – il paziente sa di avere FA.
- oppure non è documentata all’ECG – il paziente non è consapevole di avere FA.
- La FA oligosintomatica non documentata all’ECG (il paziente non è consapevole di avere FA) è pericolosa, analogamente alla FA silente, perché il paziente non riceve trattamento ed è a rischio di ictus.
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| FA occulta |
- “Occulta” in medicina significa “nascosta”.
- Il termine FA occulta è più comunemente utilizzato nel contesto dell’ictus criptogenetico; “criptogenetico” significa di origine non chiara.
- Se un paziente presenta un ictus criptogenetico, la causa più probabile è una FA silente.
- Viene quindi avviato un iter diagnostico mirato per la FA.
- Se la FA viene successivamente confermata nel contesto di un ictus criptogenetico, viene definita FA occulta.
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| FA isolata (Lone AF) |
- La FA isolata si riferisce a “FA isolata”.
- FA in un paziente senza fattori di rischio:
- Età <60 anni e
- Punteggio CHA2DS2-VA = 0
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| Cardiomiopatia indotta da tachicardia |
- Se un paziente presenta FA, in particolare FA persistente o permanente, per diversi mesi o anni possono verificarsi:
- dilatazione cardiaca (in particolare dell’atrio e del ventricolo sinistro) e
- riduzione della frazione di eiezione <40 %
- Questa dilatazione cardiaca è reversibile; se la FA viene eliminata, le dimensioni cardiache migliorano entro circa 3 mesi.
- Questa cardiomiopatia può verificarsi anche in presenza di altre aritmie persistenti o permanenti (flutter atriale, tachicardia atriale).
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| FA tachicardica |
- FA con frequenza ventricolare >100/min.
- Con frequenze in FA >150/min si verifica frequentemente instabilità emodinamica.
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| Terminologia della fibrillazione atriale in base a durata e insorgenza |
| FA di nuova insorgenza |
- FA in cui, sulla base dei sintomi, si presume una durata <24 ore. Ad esempio, un paziente si presenta in ambulatorio perché le palpitazioni sono iniziate 5 ore prima.
- Tuttavia, non è mai possibile sapere con certezza al 100 % che la FA sia durata <24 ore, poiché il paziente potrebbe aver avuto episodi asintomatici per mesi (FA silente).
- Il termine è utilizzato nel contesto della cardioversione (elettrica o farmacologica) a ritmo sinusale.
- Se la durata della FA è <24 ore, la cardioversione può essere eseguita senza rischio tromboembolico significativo.
- Tuttavia, ciò non può mai essere stabilito con assoluta certezza.
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| FA precoce |
- La FA precoce si riferisce a “FA recentemente diagnosticata”.
- FA con durata <1 anno.
- Può essere parossistica o persistente.
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| FA scatenata |
- FA che si verifica dopo un fattore scatenante chiaro e identificabile, ad esempio alcol, caffè, bevande energetiche, stress.
- Se il fattore scatenante viene eliminato, la maggior parte degli episodi di FA si risolve.
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| FA a risoluzione spontanea |
- Un episodio di FA termina spontaneamente, solitamente entro 48 ore.
- Il paziente può essere o meno in terapia farmacologica cronica.
- Più comunemente FA parossistica.
- Talvolta definita FA intermittente.
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| FA intermittente |
- Si riferisce a FA a risoluzione spontanea.
- Il termine è utilizzato molto raramente.
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| FA non a risoluzione spontanea |
- FA che non termina spontaneamente.
- Di solito dura >7 giorni.
- È necessario un intervento per l’interruzione (cardioversione farmacologica o elettrica).
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| Carico di FA (AF burden) |
- “Burden” si riferisce al carico di FA.
- Rappresenta la percentuale di tempo trascorso in FA in un determinato periodo.
- È più comunemente valutato mediante ECG Holter delle 24 ore o dispositivi impiantabili (loop recorder, pacemaker).
- Ad esempio: in una registrazione Holter di 24 ore, un paziente presenta ritmo sinusale e parossismi di FA per un totale di 5 ore. Il carico di FA è quindi circa il 20 %.
- Il carico di FA è valutato in modo più preciso con dispositivi impiantabili che registrano continuamente l’attività elettrica cardiaca, ad esempio per 3 mesi.
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Nella pratica clinica e nelle pubblicazioni vengono frequentemente utilizzati i seguenti termini:
- AHRE
- AHRE rilevati da dispositivo
- FA subclinica
- Tutti e tre i termini sono sinonimi e indicano lo stesso concetto.
| Terminologia della fibrillazione atriale e dei CIED (Dispositivi Elettronici Cardiaci Impiantabili) |
AHRE (Atrial High Rate Episodes) |
- Episodio di tachiaritmia atriale della durata >5 min con frequenza >170/min.
- Diagnosticato mediante CIED (Dispositivi Elettronici Cardiaci Impiantabili) dotati di elettrodo atriale che rileva l’attività elettrica atriale (non si tratta di un ECG di superficie). Questi dispositivi includono:
- Pacemaker (PCM)
- Defibrillatore (ICD)
- Dispositivo per terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)
- Mediante l’elettrodo atriale, questi dispositivi rilevano solo frequenze atriali elevate; tuttavia, la loro capacità discriminativa è inferiore rispetto a un ECG di superficie.
Gli AHRE possono rappresentare:
- tachicardia atriale
- flutter atriale
- fibrillazione atriale
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| AHRE rilevati da dispositivo |
- Gli AHRE sono talvolta definiti AHRE rilevati da dispositivo perché possono essere identificati solo mediante dispositivi impiantabili (PCM, ICD, CRT).
- Gli AHRE rilevati da dispositivo sono talvolta erroneamente etichettati come FA rilevata da dispositivo, poiché non necessariamente rappresentano FA.
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| FA subclinica |
- FA subclinica significa che “è probabilmente FA”.
- FA clinica significa che la FA è definitivamente confermata perché documentata all’ECG.
- Si riferisce a un episodio di AHRE rilevato da un CIED.
- Un AHRE non rappresenta necessariamente FA; può trattarsi di tachicardia atriale o flutter atriale.
- Se non è disponibile documentazione ECG durante l’AHRE, l’episodio non può essere diagnosticato con certezza come FA.
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- Nella pratica clinica non esiste un accordo uniforme sulla terminologia della FA; pertanto, alcuni termini sono utilizzati in modo intercambiabile. I termini più frequentemente confusi sono:
- FA asintomatica – FA silente – FA occulta
- FA subclinica – AHRE – AHRE rilevati da dispositivo – FA occulta
- FA parossistica – FA a risoluzione spontanea – FA intermittente
- FA persistente – FA non a risoluzione spontanea
| Terminologia della fibrillazione atriale nella pratica clinica |
Classe |
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La terminologia della FA più comunemente utilizzata nella pratica clinica:
- FA clinica
- FA subclinica (AHRE)
- FA asintomatica
- FA silente
- FA di nuova insorgenza
- FA scatenata
- Carico di FA
- Cardiomiopatia indotta da tachicardia
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I |
Nella pratica, i pazienti a rischio più elevato sono quelli con FA silente. Questi pazienti non presentano sintomi specifici suggestivi di FA.
I pazienti con FA silente non ricevono terapia anticoagulante e possono sviluppare un ictus ischemico. Il rischio di ictus può essere calcolato mediante il punteggio CHA2DS2-VA.