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Fibrillazione Atriale: Linee Guida (2026) Compendio / 9.3 Arteriopatia periferica e fibrillazione atriale

Arteriopatia periferica e fibrillazione atriale


L’arteriopatia periferica (PAD) è un termine più ampio che include il coinvolgimento aterosclerotico di arterie diverse dalle coronarie e dall’aorta. Nella PAD, la stenosi (restringimento) e, infine, l’occlusione (chiusura) delle arterie periferiche si sviluppano progressivamente. I principali fattori di rischio per la PAD sono simili a quelli della fibrillazione atriale (FA):

  • Fumo
  • Diabete mellito
  • Ipertensione arteriosa
  • Obesità
  • Dislipidemia
Arteriopatia periferica (PAD) – coinvolgimento delle arterie periferiche
Arterie periferiche Prevalenza nella PAD (%)
Arterie degli arti inferiori 40 – 50 %
Arterie carotidi 20 – 30 %
Arterie degli arti superiori 5 – 10 %
Arterie renali 5 – 10 %
Arteria mesenterica 1 – 2 %
Illustrazione che raffigura la fibrillazione atriale associata a malattia arteriosa periferica degli arti inferiori, coinvolgimento aterosclerotico delle arterie e indicazione all’anticoagulazione con NOAC.

La prevalenza della PAD nella popolazione è 1–5% (>15% nei pazienti anziani >80 anni).

Il termine PAD è spesso utilizzato per riferirsi alla PAD degli arti inferiori (LE-PAD), perché la LE-PAD è la forma più comune di PAD. Nei pazienti con FA, i dati più disponibili riguardano pertanto l’associazione tra FA e LE-PAD.

La LE-PAD è presente nel 6–14% dei pazienti con FA.

I sintomi più comuni della LE-PAD:

  • Claudicatio (dolore al polpaccio o alla coscia durante la deambulazione che si risolve dopo l’arresto)
  • Il 21% dei pazienti con claudicatio presenta ischemia critica dell’arto
  • Riduzione della temperatura dell’arto interessato
  • Ulcere (a lenta guarigione)
  • Assenza di polsi palpabili all’arto

La LE-PAD ad alto rischio è definita come:

  • Stato post-amputazione di un arto
  • Ischemia critica dell’arto (dolore a riposo, ulcerazione, gangrena)
  • Stato post-rivascolarizzazione (pallone, stent, bypass).
  • Il paziente presenta comorbilità:
    • Insufficienza cardiaca
    • Diabete mellito
    • Malattia vascolare in almeno 2 distretti (arterie coronarie, arterie cerebrali, arterie renali, arterie periferiche, aorta)
    • Malattia renale cronica

La LE-PAD asintomatica non richiede terapia antiaggregante o anticoagulante.

Se un paziente ha PAD e FA con indicazione alla terapia anticoagulante, si somministra la sola terapia anticoagulante (senza terapia antiaggregante).

  • Per la terapia anticoagulante è preferito un NOAC (non warfarin).

Un paziente con FA (con indicazione alla terapia anticoagulante), dopo rivascolarizzazione per PAD

  • può ricevere transitoriamente una doppia terapia antitrombotica per 1–3 mesi (ad es. NOAC + Aspirina),
  • quindi si prosegue con la sola terapia anticoagulante.
Arteriopatia periferica e fibrillazione atriale Classe
Nella PAD e nella FA (con indicazione alla terapia anticoagulante), è raccomandata la sola terapia anticoagulante (preferibilmente NOAC), senza terapia antiaggregante. I

PAD - Peripheral arterial disease NOAC – anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (Dabigatran, Rivaroxaban, Apixaban, Edoxaban)


Queste linee guida sono non ufficiali e non rappresentano linee guida formali emesse da alcuna società professionale di cardiologia. Sono destinate esclusivamente a scopi educativi e informativi.

Peter Blahut, MD

Peter Blahut, MD (Twitter(X), LinkedIn, PubMed)