Electrophysiology CINRE, hospital BORY

Ipertensione Arteriosa


L’ipertensione arteriosa (IA) è definita come valori pressori ripetutamente misurati >140/90 mmHg.

L’ipertensione arteriosa (IA) non controllata aumenta l’incidenza e peggiora il decorso clinico della fibrillazione atriale (FA).

Nell’IA si sviluppano ipertrofia ventricolare sinistra e alterato rilasciamento, con conseguente disfunzione diastolica. Successivamente aumenta la pressione dell’atrio sinistro, determinando dilatazione e fibrosi atriale sinistra. Si verifica rimodellamento atriale. L’IA crea un substrato per la FA e ne peggiora l’andamento attraverso tre meccanismi principali:

  • Aumenta la pressione e il volume dell’atrio sinistro
  • Induce infiammazione e fibrosi dell’atrio sinistro
  • Riduce il periodo refrattario atriale

L’IA non controllata, indipendentemente dalla presenza di FA, aumenta il rischio di:

  • Ictus
  • Insufficienza cardiaca
  • Sanguinamento
  • Mortalità cardiovascolare
Illustrazione che evidenzia la relazione tra ipertensione arteriosa e fibrillazione atriale con registrazione ECG dell’aritmia.
Ipertensione Arteriosa
Definizione
  • L’ipertensione arteriosa (IA) è definita come valori pressori ripetutamente misurati >140/90 mmHg.
Sintomi
  • Cefalea
  • Vertigini
  • Affaticamento
  • Angina (pressione toracica)
  • Epistassi
  • Acufeni
Diagnosi
  • Il paziente misura la pressione arteriosa una volta al giorno (a domicilio, in posizione seduta e a riposo).
    • La misurazione viene ripetuta per 5 giorni consecutivi.
  • Se la media di queste cinque misurazioni è >140/90 mmHg, il paziente presenta IA.

La strategia terapeutica dell’IA prevede un target pressorio di 120–129/70–79 mmHg,

  • la specifica combinazione di farmaci antipertensivi utilizzata per raggiungere questo obiettivo non è determinante.

I pazienti anziani (>70 anni) possono beneficiare di una pressione sistolica più elevata, pari a 130–150 mmHg, al fine di:

  • ridurre il rischio di cadute dovute a ipotensione ortostatica
  • mantenere un’adeguata perfusione degli organi critici: cervello, reni, cuore
  • preservare il più possibile la perfusione cerebrale e la funzione cognitiva

Gli ACE-inibitori e i bloccanti del recettore dell’angiotensina sono tra i farmaci antipertensivi che più efficacemente riducono l’incidenza e migliorano il decorso della FA.

  • Pertanto, questi antipertensivi sono preferiti nei pazienti con FA e IA.

Ogni riduzione di 5 mmHg della pressione arteriosa sistolica riduce del 9% il rischio di un evento cardiovascolare. Gli eventi cardiovascolari comprendono:

  • Angina pectoris instabile
  • Infarto miocardico
  • Insufficienza cardiaca acuta
  • Ictus
  • Morte cardiaca improvvisa
  • Morte cardiaca abortita
Ipertensione Arteriosa e Fibrillazione Atriale Classe
Un trattamento adeguato dell’ipertensione arteriosa (<140/90 mmHg) riduce l’incidenza e migliora il decorso clinico della FA e riduce il rischio di eventi cardiovascolari. I
La strategia terapeutica dell’ipertensione arteriosa prevede un target pressorio di 120–129/70–79 mmHg, indipendentemente dalla combinazione di farmaci antipertensivi utilizzata per raggiungere tale obiettivo. I
Gli ACE-inibitori e i bloccanti del recettore dell’angiotensina sono i farmaci antipertensivi di prima scelta nei pazienti con fibrillazione atriale. IIa

Queste linee guida sono non ufficiali e non rappresentano linee guida formali emesse da alcuna società professionale di cardiologia. Sono destinate esclusivamente a scopi educativi e informativi.

Peter Blahut, MD

Peter Blahut, MD (Twitter(X), LinkedIn, PubMed)