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Fibrillazione Atriale: Linee Guida (2026) Compendio / 11.1 Trattamento antiaritmico della fibrillazione atriale – Principi di base

Trattamento antiaritmico della fibrillazione atriale – Principi di base


I seguenti concetti e principi sono fondamentali per il trattamento farmacologico antiaritmico della fibrillazione atriale (FA):

  • Potenziale d’azione
    • Potenziale d’azione nodale
    • Potenziale d’azione non nodale
  • Farmaci antiaritmici use-dependent (Classe IC – Propafenone, Flecainide)
  • Farmaci antiaritmici reverse use-dependent (Classe III – Sotalolo – più potente, Amiodarone, Dronedarone)
  • Periodo refrattario efficace (Classe III e IA)
  • Sistema nervoso autonomo
    • Sistema nervoso simpatico (Classe II – beta-bloccanti)
    • Sistema nervoso parasimpatico (Digossina)

Potenziale d’azione

  • Ogni cardiomiocita del cuore presenta una differenza di potenziale elettrico tra il versante esterno e quello interno della membrana.
    • Questa differenza di potenziale deriva dalla diversa concentrazione ionica (principalmente Na⁺, K⁺ e Ca²⁺) ai due lati della membrana
    • e dalla sua permeabilità selettiva mantenuta dalla Na⁺/K⁺-ATPasi.
  • Durante il ciclo cardiaco, gli ioni attraversano la membrana e il potenziale elettrico varia di conseguenza.
  • La variazione del potenziale elettrico durante il ciclo cardiaco è rappresentata dalla curva del potenziale d’azione (PA).
  • Il PA origina spontaneamente nel nodo senoatriale (SA) e successivamente si propaga ai cardiomiociti adiacenti fino agli atri.
Schema del potenziale d’azione nodale che illustra le fasi 0, 3 e 4 nel nodo senoatriale e nel nodo atrioventricolare, evidenziando il ruolo della corrente If e dei canali del calcio e del potassio.

Potenziale d’azione nodale

  • Definito anche potenziale d’azione pacemaker (PA).
  • È presente nel nodo SA e nel nodo atrioventricolare (AV) ed è pertanto denominato PA nodale.
  • Origina spontaneamente, cioè si verifica una depolarizzazione spontanea ripetuta.
  • La depolarizzazione spontanea è mediata dalle correnti If, durante le quali gli ioni Na⁺ attraversano la membrana.
  • È un PA lento poiché durante la depolarizzazione gli ioni Ca²⁺ attraversano lentamente la membrana.
  • Presenta un inizio lento (depolarizzazione) ma una durata breve, per cui un nuovo PA si genera relativamente rapidamente.
  • Presenta 3 fasi (4, 0, 3), durante le quali specifici ioni attraversano la membrana in ciascuna fase.
Potenziale d’azione nodale e farmaci antiaritmici
Farmaco Classe Meccanismo Nodo SA Nodo AV
β-bloccanti II ↓ tono simpatico ↓ frequenza ↓ conduzione
Ca-antagonisti IV Blocco Ca²⁺ ↓ frequenza ↓ conduzione
Digossina ↑ tono parasimpatico ↓ frequenza ↓ conduzione
Ivabradina Blocco If ↓ frequenza
Schema del potenziale d’azione non nodale nei cardiomiociti atriali e ventricolari, che illustra le fasi 0–4 e il ruolo dei canali del sodio, del calcio e del potassio.

Potenziale d’azione non nodale

  • Definito anche potenziale d’azione non pacemaker (PA).
  • È presente nel miocardio di lavoro degli atri, dei ventricoli e nelle fibre del Purkinje.
  • Non si depolarizza spontaneamente; necessita di un PA proveniente da un cardiomiocita adiacente per essere attivato.
  • È rapido poiché durante la depolarizzazione gli ioni Na⁺ attraversano rapidamente la membrana.
  • Presenta 5 fasi (0, 1, 2, 3, 4), durante le quali specifici ioni attraversano la membrana in ciascuna fase.
Potenziale d’azione non nodale (PA) e farmaci antiaritmici
Farmaco Classe Meccanismo PA ECG (QRS/QT)
Chinidina, Procainamide, Disopiramide I A Blocco dei canali Na⁺ + K⁺ ↑ PA ↑ QT
Lidocaina, Mexiletina I B Blocco dei canali Na⁺ (tessuto ischemico) ↓ PA ↓ QT
Flecainide, Propafenone I C Blocco potente dei canali Na⁺ ≈ PA ↑ QRS, QT ≈
Amiodarone, Sotalolo, Dronedarone III Blocco dei canali K⁺ ↑ PA ↑ QT

Il PA non nodale si propaga progressivamente dal nodo SA attraverso il miocardio atriale e la depolarizzazione atriale (fase 0) è visibile all’ECG come onda P. L’onda di depolarizzazione attraversa gli atri in < 100 ms; pertanto la durata dell’onda P è < 100 ms.

Il PA non nodale si propaga dagli atri attraverso il nodo AV fino alle fibre del Purkinje e ai ventricoli. La depolarizzazione ventricolare (fase 0) è visibile all’ECG come complesso QRS. L’onda di depolarizzazione attraversa i ventricoli in < 110 ms; pertanto la durata del QRS è < 110 ms.

Schema del periodo refrattario efficace del miocardio che illustra la relazione tra potenziale d’azione, periodo refrattario efficace e intervallo QT all’ECG.

Periodo refrattario efficace (ERP)

  • Intervallo di tempo dall’inizio della depolarizzazione (fase 0) fino quasi al termine della ripolarizzazione (fase 3)
  • Durante l’ERP non può verificarsi un’ulteriore depolarizzazione, cioè un nuovo potenziale d’azione, nei cardiomiociti,
    • poiché i canali Na⁺ devono ritornare allo stato di riposo dopo la depolarizzazione prima di poter essere nuovamente attivati.
  • La durata dell’ERP è riflessa all’ECG dall’intervallo QT.
    • L’intervallo QT rappresenta la durata del PA non nodale
  • L’ERP (intervallo QT) è prolungato principalmente dai farmaci antiaritmici di Classe IA e Classe III,
    • poiché bloccano i canali K⁺ e quindi rallentano la ripolarizzazione.
  • Un ERP più lungo significa che il miocardio rimane non eccitabile per un tempo maggiore, prevenendo la rapida ri-propagazione degli impulsi
    • riducendo così la frequenza ventricolare massima nella FA tachicardica e
    • prevenendo i circuiti di rientro.
Schema della use-dependence degli antiaritmici di classe IC che illustra il blocco dei canali del sodio dipendente dalla frequenza durante la tachicardia rispetto al ritmo sinusale, con l’effetto di flecainide e propafenone.

Farmaci antiaritmici use-dependent

  • La use dependence si riferisce ai farmaci antiaritmici che si legano ai canali ionici
    • in modo più intenso a frequenze cardiache elevate (> 90/min)
  • Comprende i farmaci antiaritmici di Classe IC (Propafenone, Flecainide), che nella FA sono utilizzati per:
    • cardioversione farmacologica della FA tachicardica (> 100/min) a ritmo sinusale
    • mantenimento del ritmo sinusale (controllo del ritmo)
  • Meccanismo d’azione (farmaci antiaritmici use-dependent):
    • Si legano preferenzialmente ai canali Na⁺ attivati e inattivati
    • Frequenza cardiaca più elevata (> 90/min) → maggiore grado di blocco (use dependence)
    • Durante la tachicardia, la diastole (fase 4 del potenziale d’azione) si accorcia,
      • per cui i canali Na⁺ rimangono più a lungo nello stato attivato o inattivato
      • I farmaci antiaritmici di Classe IC rimangono pertanto legati ai canali Na⁺ più a lungo → maggiore effetto cumulativo.
Schema della reverse use-dependence degli antiaritmici di classe III che illustra un blocco più marcato dei canali del potassio in bradicardia, con prolungamento del potenziale d’azione, dell’intervallo QT e aumento del rischio di torsades de pointes.

Farmaci antiaritmici reverse use-dependent

  • La reverse use dependence si riferisce ai farmaci antiaritmici che si legano ai canali ionici
    • in modo più intenso a frequenze cardiache basse (< 90/min)
  • Comprende i farmaci antiaritmici di Classe III (Sotalolo – più potente, Amiodarone, Dronedarone)
  • Nella FA sono utilizzati per:
    • mantenimento del ritmo sinusale (controllo del ritmo)
  • Meccanismo d’azione (farmaci antiaritmici reverse use-dependent):
    • Si legano preferenzialmente ai canali K⁺ (fase 4) e li bloccano
      • Successivamente, i canali K⁺ risultano bloccati anche nella fase 3, con conseguente prolungamento dell’intervallo QT
    • Frequenza cardiaca più bassa (bradicardia) → maggiore grado di blocco (reverse use dependence)
    • A frequenze cardiache più lente, la diastole (fase 4) e l’intero potenziale d’azione (fase 3) risultano prolungati
Farmaci antiaritmici con use dependence e reverse use dependence
Classe Farmaci antiaritmici Meccanismo Tipo Effetto ECG Quando sospendere
I A Chinidina,
procainamide,
disopiramide
Blocco dei canali Na⁺ e K⁺ Use dependence ↑ QT;
↑ QRS/PR (± lieve)
QTc > 500 ms o
ΔQTc > 60 ms;
QRS ↑ ≥ 25 % o
> 120 – 130 ms
I B Lidocaina,
mexiletina
Blocco dei canali Na⁺ (tessuto ischemico) Use dependence ↓ QT;
QRS ≈;
PR ≈
QRS ↑ ≥ 25 % rispetto al basale
o BBB
I C Flecainide,
propafenone
Blocco potente dei canali Na⁺ Use dependence ↑ QRS;
QT ≈;
PR ≈/↑
QRS ↑ ≥ 25 % o
> 120 – 130 ms;
PR > 240 ms;
nuovo BBB/blocco AV
III Sotalolo,
dofetilide,
ibutilide
Blocco dei canali K⁺ Reverse use dependence ↑ QT (rischio di TdP a FC < 50/min) QTc > 500 ms o ΔQTc > 60 ms;
FC < 50 – 60/min
III Amiodarone Blocco dei canali K⁺, Na⁺, Ca²⁺ + β-blocco Reverse use dependence (lieve) ↑ QT (lieve);
± ↑ PR/QRS
QTc > 500 ms;
FC < 50/min;
blocco AV, BBB
III Dronedarone Blocco dei canali K⁺, Na⁺, Ca²⁺ + β-blocco (più debole) Reverse use dependence (lieve) ↑ QT (lieve) QTc > 500 ms;
FC < 50/min;
blocco AV, BBB

BBB – Blocco di branca (RBBB o LBBB), TdP – Torsione di punta

Il sistema nervoso autonomo presenta due componenti principali antagoniste:

  • Sistema nervoso simpatico
  • Sistema nervoso parasimpatico
Schema della dominanza simpatica che illustra l’aumentata attività del sistema nervoso simpatico con accelerazione del ritmo sinusale e accorciamento degli intervalli PP e PQ all’ECG.

Sistema nervoso simpatico

  • I principali mediatori del sistema nervoso simpatico sono le catecolamine, che si legano ai recettori adrenergici
    • Catecolamine (adrenalina, noradrenalina, dopamina)
    • Recettori adrenergici (α1, α2, β1, β2, β3)
  • Per i farmaci antiaritmici, i recettori beta sono particolarmente rilevanti:
    • β1 – localizzati nel cuore, prevalentemente nel nodo SA e in misura minore nel nodo AV
    • β2 – localizzati nei bronchi, nei polmoni e nei vasi
  • Il sistema nervoso simpatico è principalmente modulato dai farmaci antiaritmici di Classe II (beta-bloccanti)
Schema della predominanza parasimpatica che illustra l’aumentata attività del nervo vago con riduzione della frequenza cardiaca e prolungamento degli intervalli PP e PQ all’ECG.

Sistema nervoso parasimpatico

  • Il principale nervo parasimpatico è il nervo vago
  • Innerva le pupille, le ghiandole salivari, i bronchi, il tratto gastrointestinale, la vescica urinaria e il cuore
  • Nel cuore, il vago innerva prevalentemente il nodo AV e in misura minore il nodo SA; innerva inoltre il miocardio atriale e minimamente i ventricoli
  • Il nodo SA è innervato dal vago destro
  • Il nodo AV è innervato dal vago sinistro
    • pertanto, per l’interruzione della tachicardia sopraventricolare (AVNRT, AVRT), il massaggio del seno carotideo sinistro è più efficace.
  • Il sistema nervoso parasimpatico è principalmente influenzato dalla digossina
Sistema nervoso autonomo e farmaci antiaritmici
Farmaci Effetto sul sistema nervoso Meccanismo Effetto
β-bloccanti Inibiscono il tono simpatico Blocco recettori β1 (± β2) ↓ frequenza SA; ↓ conduzione AV
Digossina Stimola il tono parasimpatico ↑ tono vagale ↓ conduzione AV; ± ↓ frequenza SA

Queste linee guida sono non ufficiali e non rappresentano linee guida formali emesse da alcuna società professionale di cardiologia. Sono destinate esclusivamente a scopi educativi e informativi.

Peter Blahut, MD

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